Settantacinque ore online al mese: essere presenti non significa essere ascoltati
Prima la cifra: 44,6 mln. Poi la domanda che conta.
Nel marzo 2025 circa 44,6 milioni di utenti unici hanno navigato online in Italia, trascorrendo in media oltre 75 ore e 13 minuti nel mese. Più di due ore al giorno, per una platea che coincide con gran parte della popolazione adulta.
Quel tempo, però, è sparso su siti, app e piattaforme molto diverse: messaggistica, video, social, informazione, acquisti. Il dato misura la presenza, non l'attenzione. Settantacinque ore online non sono settantacinque ore di lettura, e una pagina aperta non è un contenuto ricordato.
Per chi fa comunicazione politica la lezione è scomoda. La platea è enorme, ma l'esposizione è frammentata: un messaggio compete con migliaia di altri, per pochi secondi, spesso mentre si fa altro. Contare le visualizzazioni restituisce una fotografia rassicurante e poco utile.
Le misure che contano sono altre: quante persone completano un video, quante tornano, che qualità ha l'interazione e, soprattutto, cosa fanno dopo. Un contenuto visto da molti e dimenticato subito vale meno di uno letto da pochi che poi ne parlano, lo condividono o cambiano idea. Nessuna di queste misure si ricava dal tempo totale trascorso online.
I dati vengono dall'Osservatorio AGCOM 2/2025, da affiancare all'indagine ISTAT sui cittadini e l'uso delle tecnologie. Il primo dice quanto si sta in rete, il secondo chi ci sta e per fare cosa: solo insieme aiutano a capire se essere presenti significhi anche essere ascoltati.
Fonti
- AGCOM Osservatorio 2/2025
- ISTAT Cittadini ICT