Social e territorio: oltre l'85% connesso al Centro-Nord, 78,5% nel Mezzogiorno
Centro-Nord: >85%. Dietro il dato c’è una scelta politica.
Nel 2025 l'uso di internet supera l'85% nell'Italia centro-settentrionale, mentre il Mezzogiorno si ferma al 78,5%. Il divario resta stabile rispetto al 2024: la rete cresce, ma non si avvicinano le due parti del Paese.
Il dato riguarda l'uso di internet in generale, non dei social network in particolare. Definisce però la platea potenziale di qualsiasi comunicazione digitale. Chi pianifica una campagna solo online parte, nel Sud, da un pubblico disponibile più ristretto, prima ancora che gli algoritmi delle piattaforme decidano chi raggiungere.
Per la comunicazione politica la conseguenza è concreta. Una stessa spesa pubblicitaria, distribuita in modo uniforme sul territorio, produce risultati diversi perché il pubblico raggiungibile non è distribuito allo stesso modo. Nelle aree dove l'uso della rete è più basso, i canali tradizionali, dalla televisione locale agli incontri in presenza, mantengono un peso maggiore.
Anche dentro il 78,5% ci sono differenze. Usare internet può significare consultarlo ogni giorno o solo occasionalmente, con competenze avanzate o minime, da un computer o solo dallo smartphone. Per confrontare davvero i territori servono dati su frequenza, competenze e piattaforme usate, oltre che sull'accesso.
Il quadro viene dall'ISTAT, rilevazione 2025 su cittadini e tecnologie, e dall'indagine AGCOM sul consumo di informazione. Un divario che resta stabile anno dopo anno indica che le politiche di digitalizzazione non stanno riducendo la distanza: è il dato che dovrebbe preoccupare più del livello assoluto.
Fonti
- ISTAT Cittadini ICT 2025
- AGCOM consumo informazione