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Nella foto: una urna elettorale, gli elettori, il profilo della spagna nei due colori canonici blu e rosso a simboleggiare destra e sinistra e delle onde di consenso sfumate che rappresentano l'andamento della opinione pubblica

pic: ekomedia | ai

SPAGNA: VECCHI ELETTORI, I NUOVI VOTI

5 min di lettura

Negli ultimi 90 giorni il PP resta primo, il PSOE perde terreno ma Vox cresce e cambia gli equilibri della destra spagnola. Il dato più interessante, quindi, è quanto pesa oggi Alberto Núñez Feijóo (PP) rispetto a Santiago Abascal (Vox)

6.3 pppunti di vantaggio medio del PP sul PSOE
18/19%fascia attuale di consenso di Vox
1.5 pppunti circa persi dal PSOE rispetto al 2023
59voti Vox ogni 100 voti PP
51%consenso complessivo PP + Vox

di Redazione Demox Italia

La Spagna va alle urne il 29 novembre e i sondaggi degli ultimi novanta giorni raccontano una storia più interessante della semplice classifica tra partiti. Il Partido Popular è davanti, il PSOE insegue, Vox cresce. Ma il punto vero è un altro: la destra spagnola si è allargata senza che il PP sia cresciuto nella stessa misura. Le rilevazioni più recenti collocano il PP attorno al 33%, il PSOE nell'area del 26-27% e Vox tra il 18 e il 19%. La somma PP-Vox si muove ormai stabilmente attorno al 50-51%. Il vantaggio dei popolari sui socialisti oscilla tra quattro e otto punti a seconda degli istituti, ma la trasformazione più profonda riguarda il rapporto interno alla destra.

IL PP È PRIMO, MA NON STA CORRENDO

Negli ultimi tre mesi il Partido Popular si è mosso quasi sempre tra il 31 e il 34%. SocioMétrica lo misurava al 33,6% il 4 luglio e al 33,4% il 3 ottobre: praticamente lo stesso punto di partenza. Il consenso di Feijóo assomiglia quindi più a un altopiano che a una salita. È un altopiano abbastanza alto da consentirgli di guardare Sánchez dall'alto, ma non abbastanza ripido da parlare di ondata. Il movimento più importante arriva infatti da Vox. Alle politiche del 2023 il partito di Santiago Abascal prese il 12,4%; oggi gli istituti lo collocano prevalentemente tra il 18 e il 19%, con alcune rilevazioni sopra quella soglia. Sei punti in più significano un cambiamento vero. Nel 2023, ogni cento voti del PP, Vox ne raccoglieva circa 37. Oggi ne vale circa 56. Questo è forse il numero che spiega meglio cosa sta accadendo: Vox non è soltanto più forte, è molto più pesante all'interno del proprio campo politico.

Feijóo si trova così davanti a un paradosso. Più cresce la somma PP-Vox, più aumenta la probabilità di una maggioranza di destra; ma se a crescere più rapidamente è Vox, cambia anche il rapporto di forza tra chi dovrebbe guidare quella maggioranza e chi potrebbe renderla possibile. Il leader del PP deve quindi guardare due distanze: quella che lo separa da Sánchez e quella che lo separa da Abascal. La prima gli dice quanto è vicino alla Moncloa. La seconda gli dice a quali condizioni potrebbe arrivarci.

IL PSOE SCENDE E LA SINISTRA SI FRAMMENTA

Pedro Sánchez affronta il problema opposto. Nel 2023 il PSOE raccolse il 31,7%; oggi la maggior parte degli istituti privati lo colloca tra il 25 e il 27%. La perdita potenziale è quindi nell'ordine di cinque punti. Non è poco, soprattutto perché la debolezza socialista si accompagna a una mobilitazione più incerta del proprio elettorato. Alcune rilevazioni sulla fedeltà di voto mostrano gli elettori di PP e Vox più determinati a confermare la scelta rispetto a quelli del PSOE e soprattutto di Sumar. Una campagna elettorale non serve soltanto a convincere nuovi elettori: a volte serve prima di tutto a riportare alle urne quelli che si avevano già.

Alla sinistra del PSOE, Sumar si muove generalmente tra il 5 e il 7% e Podemos tra il 3 e il 4%. Sommando PSOE, Sumar e Podemos, la distanza dal binomio PP-Vox resta ampia. Naturalmente il sistema politico spagnolo non può essere letto come una semplice somma nazionale: ERC, EH Bildu, PNV, Junts e gli altri partiti territoriali continueranno a pesare nella costruzione di una maggioranza parlamentare. Sánchez ha dimostrato di saper trasformare un Congresso frammentato in una maggioranza politica. Ma più il PSOE si restringe, più quell'aritmetica diventa difficile.

SEI PUNTI, MA NON SEMPRE GLI STESSI SEI

La media delle rilevazioni colloca il vantaggio del PP sul PSOE intorno ai sei punti, ma dietro quel numero convivono Spagne molto diverse

40dB. vede una gara più stretta, con circa quattro punti di distacco. SocioMétrica porta il vantaggio vicino ai sette. Altri istituti arrivano ancora più in alto. La domanda, dunque, non è più se il PP sia davanti: su questo quasi tutti gli istituti privati concordano. La domanda è quanto sia avanti davvero. Quattro punti raccontano una campagna ancora pienamente competitiva. Otto raccontano un'altra elezione.

Anche la distribuzione del consenso nella destra cambia molto da istituto a istituto. Alcuni vedono un PP più forte e Vox più contenuto; altri un PP meno brillante e Vox vicino al 20%. Eppure il totale PP-Vox resta spesso sorprendentemente simile. È come osservare un fiume largo quasi sempre allo stesso modo, mentre l'acqua cambia corso tra le due sponde. Una sponda è Feijóo, l'altra Abascal. In mezzo c'è la possibile maggioranza.

Poi c'è il CIS, che continua a raccontare una Spagna diversa. Le sue stime sono molto più favorevoli al PSOE rispetto alla quasi totalità degli istituti privati. Lo scarto è troppo ampio per essere ignorato e troppo peculiare per essere mescolato automaticamente agli altri dati. Per questo va letto separatamente: non come un numero da scartare, ma come un'anomalia da osservare. Una delle domande più interessanti da qui al voto sarà capire se il CIS e gli istituti privati tenderanno ad avvicinarsi oppure arriveranno al 29 novembre continuando a descrivere due Paesi differenti.

La partita, comunque, non è chiusa. Sánchez dispone ancora di temi capaci di spostare l'agenda, a partire dalla casa e dal costo della vita, mentre Feijóo ha interesse a trasformare il voto in un giudizio sul governo e Abascal a tenere alta la domanda di cambiamento. In fondo, è questo che raccontano i numeri: il PP è primo, il PSOE è più debole del 2023, Vox è molto più forte e la destra supera spesso la metà dei consensi nei sondaggi.

L'unica costante è il cambiamento della destra spagnola, che cambia la propria geometria interna e, allo stesso tempo, nei sondaggi spagnoli appare come la parte politica che corre verso la vittoria. Nel 2023 Vox valeva 37 voti ogni cento del PP. Oggi ne vale circa 56 voti ogni cento voti del PP.

Il 29 novembre la Spagna potrebbe scegliere la destra ma prima ancora, però, dovrà decidere quale destra.

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