
pic: ekomedia | ai
SPAGNA AL VOTO. IL NUMERO DA OSSERVARE È 18
Sánchez anticipa il voto al 29 novembre. Il PP è primo, il PSOE arretra, ma il movimento più netto nei sondaggi riguarda Vox.
di Redazione DEMOX
La Spagna voterà il 29 novembre 2026. Pedro Sánchez ha annunciato lo scioglimento anticipato delle Cortes dopo la sconfitta parlamentare sui decreti dedicati alla casa. «È arrivato il momento che gli spagnoli decidano quale futuro vogliono», ha detto il presidente del Governo dalla Moncloa. La scelta apre una campagna elettorale di meno di due mesi e porta al voto un Paese nel quale il costo dell'abitazione è diventato uno dei temi centrali del confronto politico.
Il numero da osservare, però, è 18. Il barometro 40dB. di ottobre assegna al Partido Popular il 31,6%, al PSOE il 27,4% e a Vox il 18,4%. Sumar è al 5,6% e Podemos al 2,7%. Il sondaggio è stato realizzato tra il 25 e il 28 settembre, quindi prima della bocciatura dei decreti e della convocazione delle elezioni: fotografa il punto di partenza della campagna, non gli effetti dell'annuncio di Sánchez. Alle politiche del 2023 Vox aveva ottenuto il 12,4%. Nel confronto tra quei due dati la crescita è di 6 punti percentuali. Il PP, invece, nel 2023 aveva raccolto il 33,1% e nella rilevazione 40dB. si trova al 31,6%.
È questo il dato che rende interessante il caso spagnolo anche fuori dalla Spagna. Non c'è soltanto un possibile spostamento tra sinistra e destra: cambia anche il peso delle forze dentro lo stesso blocco. PP e Vox, nella rilevazione 40dB., valgono insieme il 50%, contro il 45,5% raccolto complessivamente alle politiche del 2023. Ma la differenza viene soprattutto da Vox. Il voto del 29 novembre misurerà quindi anche quanto spazio elettorale esiste, in Spagna, alla destra del tradizionale partito conservatore.
Il confronto europeo aiuta a capire perché. In Germania, alle federali del febbraio 2025, AfD ha ottenuto il 20,8%, contro il 10,4% del 2021. In Austria, alle legislative del 2024, FPÖ ha raggiunto il 28,8%, crescendo di 12,7 punti rispetto al 2019. Partiti, sistemi elettorali e contesti nazionali sono diversi e i risultati non sono direttamente sovrapponibili. Il dato comune è più semplice: in diversi Paesi europei forze collocate alla destra dei partiti conservatori tradizionali hanno conquistato una quota di elettorato molto maggiore rispetto al ciclo precedente. La Spagna offre ora un'altra verifica elettorale di questo fenomeno.
Resta infine il passaggio dai voti ai seggi. La Spagna elegge 350 deputati attraverso circoscrizioni provinciali e una percentuale nazionale non produce automaticamente la stessa percentuale di rappresentanza parlamentare. Contano la distribuzione territoriale dei consensi, la dimensione delle circoscrizioni e la concorrenza tra le liste. Per questo il 18,4% è oggi soprattutto una misura del consenso stimato di Vox. Il 29 novembre sapremo quanto quel numero riuscirà a trasformarsi in voti reali e, soprattutto, in seggi.
Etichette
- spagna 2026


